Claudio Corti ci ha parlato dei propositi per la stagione e dei vari aspetti che caratterizzano il Campionato Inglese.

A poco più di due mesi dall’inizio dell’edizione 2019 del BritishSBK abbiamo avuto il piacere di parlare con Claudio Corti, nuovo pilota del Team Kawasaki WD40, promosso in top-class a seguito dei sorprendenti risultati dell’ anno passato nella categoria Superstock.


Claudio, qual’è il tuo obbiettivo per l’imminente stagione?

“Dopo l’ottimo 2018 in superstock, subentrato a stagione in corso e su circuiti che non conoscevo, punto a diventare il miglior pilota italiano nella storia del Campionato d’oltremanica.
Sarebbe inoltre stupendo raggiungere lo Showdown sin dal primo anno. Sarà difficile, serve uno stile completamente diverso con queste moto, ma sono fiducioso.
In definitiva il mio obbiettivo è quello che hanno tutti i piloti: vincere!”

Hai parlato di moto: Dopo Moto2, MotoGP, WSBK, AMA SBK e CIV com’è ritornare a guidare senza elettronica? Dove hai trovato le maggiori differenze?

“Mi è rimasta impressa la prima volta che ho guidato la ZX-10R lo scorso anno: nonostante la classe Superstock non sia proprio completamente priva di elettronica come nella classe regina, è stato elettrizzante ma in un certo senso traumatico. Mi trovavo a Thruxton, e venendo dal CIV mi è sembrato di sedere su un mezzo rabbioso, selvaggio. È stato un tuffo nel passato, ho dovuto ricorrere ai miei ricordi per trovare il giusto feeling con il mezzo. Ho riscoperto però il piacere di guidare, sopratutto sul bagnato!”

Visto il seguito di fan e sponsor, credi sia questo uno degli ingredienti che hanno reso celebre il BSB?

“Indubbiamente! Qui è il pilota a fare la vera differenza, e questo il pubblico lo ha capito bene. Ormai una grandissima parte di competitività di una moto dipende dall’elettronica: l’assenza di quest’ultima, oltre a ridurre drasticamente i costi di gestione, permette ad ogni pilota di poter vincere. Tutti sono allo stesso livello, con tutte le case costruttrici, e lo dimostra il numero di vincitori differenti dello scorso anno. Ce la giochiamo ad armi pare, ecco. Da altre parti o sei in un top-team o devi rinunciare ad ambire a posizioni di vertice.”

Consiglieresti dunque questa formula…

“Qui è un insieme di cose che hanno portato al successo…e che funzionano! Oltre al regolamento certamente azzeccato, c’è un organizzazione invidiabile ad ogni livello. Inoltre ho trovato una grande copertura di media e TV, e di conseguenza gli sponsor investono. Per non parlare dei circuiti…”

Come li hai trovati?

“Chi ha avuto la fortuna di vedere una gara del BSB si è potuto render conto di quale visuale si possa godere in ogni tracciato.
Certo, noi abbiamo il Mugello, Imola, Misano…ma è la concezione ad essere completamente diversa. Qui sono corti, stretti, tecnici: è un continuo sali-scendi, spesso senza cordoli. Io li reputo stupendi, spettacolari. Qualcosa a cui non siamo abituati. Ma sopratutto uno spettatore non deve attendere due minuti per gustarsi poche centinaia di metri: gran parte delle piste rimane sotto gli occhi del pubblico da qualsiasi tribuna (o prato). Somigliano più a quelli che ho trovato nel MotoAmerica.
Diciamo che lo spettatore si sente più “vicino”, e questo contribuisce a rendere l’ambiente ancor più familiare.”

Appuntamento dunque per il 19 Aprile a Silverstone per il Round1! GAS Claudio! 

“Mi farò trovare pronto, promesso! Sto lavorando sodo per poter arrivare al meglio!” 

Per chi volesse approfondire, QUI trovate un estratto del regolamento del BSB.

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