Tolti i veli alla 1000cc che scenderà in pista il prossimo anno nel WorldSBK.

L’attesa è finita: Ducati ha svelato in anteprima al World Premiere la nuova Panigale V4r, prima della presentazione ufficiale al salone Eicma di Milano. Ecco le caratteristiche della nuova affilatissima arma di Borgo Panigale.

MOTORE

Non sono poche le differenze con la sorella V4, partendo innanzitutto dal propulsore: è diminuita la corsa (ora di 48,4mm) per portare la cubatura da 1103cc a 1000cc (precisamente 998cc), naturalmente per rientrare nel regolamento del WorldSBK, mentre l’alesaggio è rimasto di 81mm. Lo schema tecnico resta invariato: V4 di 90° con cilindri ruotati all’indietro di 42° con fasatura Twin-Pulse, che riproduce la sequenza di un bicilindrico accendendo due cilindri per volta per ogni lato (scoppi a 0°, 90°, 290° e 380°). L’albero è controrotante, forgiato in acciaio per un risparmio totale di 1100gr, con bielle in titanio di peso inferiore di 100 gr ciascuna rispetto alle unità presenti su V4 e V4S. I Pistoni sono in alluminio stampato.

Assi a camme con profili dedicati ed alzate superiori, con valvole e semiconi in titanio da 34 mm di diametro per l’aspirazione e da 27,5 mm di diametro per quelle di scarico in acciaio. Corpi farfallati a sezione ovale cresciuti di 4mm nel diametro (per un totale 56mm) con cornetti d’aspirazione ad altezza variabile. Rotore alternatore alleggerito di 100g rispetto alla versione standard. Rivisti anche la pompa di mandata dell’olio e i condotti di aspirazione. 

I cavalli dichiarati sono 221 a 15.250 giri (2250 giri in più rispetto alla versione standard), per un valore di coppia 112Nm a 11.500 e rapporto di compressione di 14:1. 16.000 i giri imposti al limitatore. Disponibile inoltre lo scarico racing Akrapovič (non omologato per uso stradale) con la potenza che in questo caso sale a 234cv a 15.500 giri. 

CICLISTICA

Venendo alla ciclistica, troviamo il telaio front-frame rivisitato in funzione di rigidità e leggerezza, e la possibilità di regolare l’altezza del perno forcellone su 4 step di 2mm cadauno. Forcella anteriore meccanica (e non semi-attiva visto l’uso specialistico) Öhlins NPX 25/30 a steli rovesciati da 43 mm, con trattamento TiN e riduzione del peso di 600gr. Ammortizzatore di sterzo Öhlins con regolazione meccanica, così come al posteriore è presente il mono Öhlins, specificatamente TTX36. I cerchi sono Marchesini forgiati in alluminio, con pneumatici Pirelli Supercorsa SP; 200/60 la misura al posteriore. 

ELETTRONICA

La piattaforma inerziale rimane la Bosch 6D IMU a sei assi: presenti Traction Control (DTC) EVO, Slide Control (DSC), Wheelie Control (DWC) EVO, Power Launch (DPL), Quick Shift up/down (DQS) EVO, Engine Brake Control EVO (EBC) EVO oltre all’ l’ABS Cornering Bosch EVO. Invariato il cruscotto TFT ad alta risoluzione da 5”, ma  con aggiunta del pit-limiter (regolabile da 40 a 80km/h) nonché del cronometro Ducati Lap Timer GPS EVO, capace di rilevare tempi sul giro e due intertempi, con funzionalità “Best Lap” ed acquisizione dei valori migliori in termini di giri, velocità, angoli di piega e imbardata. Batteria agli ioni di litio, proiettori full-led con DRL. Tre i ridind-mode: Street, Sport e Race. In optional il DMS (Ducati Multimedia System), mediante il quale è possibile tramite bluetooth accettare le chiamate in entrata, selezionare un brano e ricevere le notifiche sms. 

AERODINAMICA

Rivisto pesantemente il pacchetto aerodinamico: oltre al cupolino maggiorato di 15mm per lato, al plexigas allungato ed alle carenature laterali allargate di 38mm per permettere un maggiore coefficiente di penetrazione, risaltano subito all’occhio le due grandi prese d’aria sui fianchi ma sopratutto le appendici anteriori in fibra di carbonio, sviluppate direttamente dal reparto Ducati Corse. Il tutto incrementa il carico verticale alle ruote di 30kg a 270 km/h.

Ora la palla passa in mano a Chaz Davies ed Alvaro Bautista! Qui le date dei primi test!

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