Il riassunto di quanto successo in pista nel secondo giorno di test ufficiali.

È spesso complicato comprendere il reale valore dei tempi registrati durante i test. Team e piloti svolgono mansioni differenti e spesso si concentrano più sulle sensazioni in sella che sul tempo sul giro perché l’obiettivo è raccogliere informazioni.

Detto questo però sembra che le migliorie al motore di Yamaha abbiano giovato a Maverick Viñales che ha compiuto il giro più veloce in 1’30.757. Commenti positivi anche da Valentino Rossi (9°) che si è detto soddisfatto della maggior facilità nella guida della moto. Continua a sorprendere Franco Morbidelli che è in costante miglioramento sulla M1 del team Petronas Yamaha SIC e ha chiuso con il sesto tempo. Il tester Jonas Folger, vittima di una caduta, si è impegnato a riabituarsi alla guida di una MotoGP. Simile il lavoro del giovane rookie Fabio Quartararo, alla prima presa di contatto con la moto giapponese.

Maverick Viñales con il suo nuovo numero di gara.

Il team Ducati, come riferito dal team manager Davide Tardozzi, ha svolto una grande lavoro di acquisizione dati confrontando tre moto differenti. Erano presenti in pista una versione 2018, una provvisoria versione 2019 (usata solo da Michele Pirro), e un ibrido delle due (a disposizione di DoviziosoPetrucciMiller). Andrea Dovizioso con la moto più recente a sua disposizione ha firmato il secondo tempo. Per Pecco Bagnaia continua l’apprendimento molto positivo in sella alla GP18, a fine giornata distaccato di soli 648 millesimi da Viñales.

Michele Pirro in sella alla versione più aggiornata della DesmosediciGP

Anche Honda ha portato in pista tre differenti versioni della RC213V (il modello 2018 e due evoluzioni in vista del 2019). Marc Marquez con una di queste evoluzioni ha chiuso il suo giro veloce dei test in 1’30.911Jorge Lorenzo, non al top della forma, si ritrova distaccato di sette decimi dal nuovo compagno di squadra. Contento anche Nakagami della versione 2018 della Honda sulla quale è salito ieri. Nessun tempo registrato da Bradl.

Il campione del mondo sul nuovo prototipo

Suzuki, assieme ad Alex Rins, si è concentrata sul confronto del vecchio motore con una nuova versione. Questa dovrebbe sopperire alla mancanza di potenza rispetto alle concorrenti, senza però compromettere la facilità di guida che caratterizza la GSX-RR. Per questo motivo alla novità motoristica è stata anche affiancata una proposta di modifica al telaio. Dall’altro lato del box continua a sorprendere la rapida crescita di Joan Mir, molto soddisfatto a fine giornata per il passo competitivo.

Il rookie Joan Mir alla guida della Suzuki GSX-RR

KTM ha incaricato Pol Espargaro di provare nuovo materiale: le prove più importanti riguardano il motore per il 2019 che dovrebbe permettere alla moto austriaca di fare uno step nello sviluppo. Il nuovo arrivato Joan Zarco è apparso un po’ in difficoltà nella ricerca del feeling, cadendo due volte. Prosegue invece l’apprendistato per Miguel Oliveira Hafizh Syahrin all’interno del team Tech 3 KTM.

Miguel Oliveira con la KTM del team Tech 3

Due cadute anche per Andrea Iannone alla guida della sua nuova Aprilia RS-GP e una per Bradley Smith: i due sembrano ancora alla ricerca di buone sensazioni in sella. L’esperto Aleix Espargaro è stato l’unico alfiere del team Aprilia a portare avanti lo sviluppo. Durante la giornata ha confrontato varie combinazioni di telai e motori con differenti specifiche tecniche alla ricerca di un grip migliore al posteriore.

Iannone con la speciale livrea della RS-GP

I tempi del Day2:

Commenta