Honda risponde a Ducati nel Day2. Grande il lavoro per i team, sopratutto sull’aerodinamica e sulla gestione delle gomme.

Conclusi anzitempo i test di Jerez a causa delle fredde temperature; se ieri è stata la struttura di Borgo Panigale a farla da padrona, oggi è la Honda ad alzare la testa. La casa dell’ala dorata piazza un sorprendente Takaaki Nakagami in prima posizione con il tempo di 1.37.945;  l’alfiere del team LCR è parso particolarmente in forma in questi due giorni di test grazie agli aggiornamenti ricevuti dal box ufficiale. Il vero segnale arriva però dai piloti ufficiali: Marc Marquez, secondo in classifica con un distacco di appena 25 millesimi, è stato a lungo impegnato nell’aerodinamica più che sulla ricerca del tempo assoluto (come si evince dalla nuova carena), mentre Jorge Lorenzo inizia ad acquisire rapidamente confidenza con la RC-213V. Il maiorchino, quarto a 160 millesimi, continua le prove con i vari serbatoi in cerca dell’ottimale posizione in sella, ma stupisce per la velocità d’adattamento.

Marc Marquez con la nuova carena seguito da Jorge Lorenzo, che invece monta la 2018

Continua l’enorme mole di lavoro in casa Ducati: dopo le ali spuntate ieri nel codone (QUI il resconto del Day1), oggi sono apparsi addirittura sensori ottici sulla moto di Alvaro Bautista (tester al posto di Pirro, indisponibile a causa dell’intervento alla spalla) ed una strana barra longitudinale tra vasca e forcellone su quella di Jack Miller. Gli ufficiali Andrea Dovizioso (8° a 0.347) e Danilo Petrucci (5° a + 0.164, primo tra i Ducatisti) si sono invece concentrati sul long-run e sulla gestione con pneumatici usati. Buon nono tempo di Pecco Bagnaia, distante poco meno di 4 decimi e ancora intento a cercare il giusto feeling in fase di frenata.

Yamaha divisa tra i pareri di Valentino Rossi (11° a + 0.651) e Maverick Vinales: il nodo centrale riguarda ancora la scelta del motore 2019, e se l’italiano non nasconde una certa sfiducia dichiarando come non sia nessuno dei propulsori provati la vera soluzione, di altro entusiasmo è lo spagnolo, terzo a 121 millesimi e soddisfatto del nuovo materiale. Chi non ha di questi problemi e invece sorprende per l’enorme fiducia nonostante le poche uscite è Franco Morbidelli, sesto a solo 173 millesimi di ritardo.

Telaio ed elettronica sono il cruccio di Aprilia: la casa di Noale ha dovuto rinunciare all’apporto di Aleix Espargarò (per lui pochi giri a causa di una gastrite) e piazza Bradley Smith e Andrea Iannone solo nelle retrovie. Il pilota di Vasto ha però rilasciato parole colme di fiducia, rimarcando come ci sia ancora molto lavoro da svolgere prima di cercare il tempo sul giro secco.

Suzuki con Alex Rins in top-ten e Joan Mir in 14° piazza, comunque sotto al secondo dal vertice. La casa di Hamamatsu ha fatto dell’elettronica il campo prioritario di lavoro, per una gestione più lineare con il nuovo motore, assai più potente di quello del 2018.
KTM annaspa nelle retrovie, con l’unico Pol Espargarò tra i primi 15. Johann Zarco, a quasi due secondi, ha nuovamente individuato nell’ingresso curva il problema principale con la moto austriaca, nonostante abbia riscontrato maggior sintonia con le modifiche al telaio.

Sotto, la tabella dei tempi al termine della giornata.

MotoGP 2019: Test Jerez, Day 2
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