Una pagina che non avremmo mai voluto scrivere. La griglia del WorldSBK rimane orfana del marchio di Noale.

Lo avevamo anticipato tempo fa, spaventati dall’ipotesi ma forse ancora abbastanza sicuri che una moto del genere una qualche sistemazione la trovasse. Ribadito poi ad agosto, in un lungo articolo dove ci interrogavamo sulle controverse scelte della casa italiana, rimanendo però fiduciosi e speranzosi. Invece oggi sembra essere imminente l’ufficialità: Aprilia non prenderà parte al Mondiale Superbike a partire dalla prossima stagione.

Saltato dunque qualsiasi accordo tra il patron del team SMR Shan Muir e Romano Albesiano, a lungo protagosti di un braccio di ferro economico che purtroppo non ha trovato risvolti positivi.

Lo schieramento di partenza perde quella che è stata il riferimento della categoria, una moto che in 7 anni di gestione ufficiale (dal 2009 al 2015 inclusi) è stata in grado di ottenere 3 titoli piloti conditi da altrettanti costruttori (Max Biaggi 2010 e 2012, Sylvain Guintoli 2014), più un doppio alloro nella ormai scomparsa classe Superstock1000 con Lorenzo Savadori (2015).

Max Biaggi, anno 2010
Max Biaggi, anno 2010

La gestione privata non ha certamente portato gli stessi risultati (complice anche cambi di regolamento penalizzanti) ma non è questo il caso di parlare di mezzo vetusto e ormai poco competitivo come potrebbe essere invece per la Mv Agusta F4, altra grande assente dal prossimo anno. La pole position di Eugene Laverty a Portimao di 20 giorni fa ed i risultati recentemente raccolti sottolineano come l’RSV4 sia ancora una moto validissima, che nulla ha da invidiare alle concorrenti. La sensazione invece è che i team Red Devils e Milwaukee siano negli anni rimasti un po’ abbandonati a se stessi, con aggiornamenti che stentavano ad arrivare; non è un segreto che la casa di Noale abbia deciso di puntare alla MotoGP, chiudendo i rubinetti alla SBK e indirizzando i fondi verso la RS-GP.
Eloquente piuttosto come un decimo posto in MotoGP possa avere più risalto di un Mondiale nel WorldSBK, ma c’è poco da stupirsi se si pensa che il Campionato Superbike, giunto ormai quasi al termine della stagione, non offra ancora sicurezze a livello di copertura mediatica né agli sponsor, né alle squadre, né tanto meno agli appassionati…

 

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