Il patron del “Team Milwaukee” Shan Muir detta le condizioni per restare in Aprilia e strizza l’occhio a Suzuki e BMW. La casa di Noale a rischio partecipazione, Romano Albesiano fissa le priorità.

Era il 2009 quando Aprilia, dopo 7 anni di digiuno, decise di rientrare nel Mondiale SBK con quella stupenda creatura chiamata RSV4, arma affilatissima che in poco tempo riuscì a sbaragliare la concorrenza giapponese e non solo. Un quarto posto all’esordio, 3 mondiali vinti nel giro di 5 anni grazie alle mani esperte di Max Biaggi (2010 e 2012) e Sylvain Guintoli (2014) completati da 4 titoli costruttori, più un alloro nel 2015 nella classe Superstock con Lorenzo Savadori.

Poi il grande annuncio: nel 2015 la casa di Noale stringe un accordo con il team Gresini e rientra ufficialmente in MotoGP. L’enorme sforzo per lo sviluppo della RS-GP toglie fondi indispensabili alla SBK; il team ufficiale passa nelle mani prima di Red Devils e poi in quelle di  Milwaukee, diventando così semi-ufficiale. Sviluppi e aggiornamenti sono quasi esclusivamente concentrati in MotoGP, e questo ha avuto come naturale conseguenza un indebolimento del reparto corse SBK. L’Aprilia, da moto da battere, diventa la terza/quarta forza del mondiale, ed un regolamento controverso ha contribuito a darle il colpo di grazia.

La situazione attuale sembra ancora più complicata rispetto al passato, quando Aprilia rischiò più volte di essere estromessa dal massimo campionato riservato alle derivate di serie: Shan Muir, boss del Team Milwaukee, in una intervista di questi giorni a speedweek.com ha dichiarato: “Ci piacerebbe continuare, ma solo se avremo materiale tecnico e assistenza gratis. Noi mettiamo i piloti e la logistica, ci sembra un patto equo. Alle condizioni attuali per noi sarà impossibile andare avanti. Aprilia ci fornisce moto e motori, l’assistenza dei loro ingegneri e hanno un programma di sviluppo. E’ esattamente quello che desidero, ma non voglio pagare per questo. Parlerò anche con la Dorna: se ci ritirassimo  dal campionato ci sarebbero un produttore in meno, due piloti in meno, una squadra in meno. Non resto alle condizioni di adesso; se vogliamo andare avanti bisognerà rinegoziare, così per me adesso non è più accettabile”.

Eugene Laverty e Lorenzo Savadori, attuali piloti del Team Milwaukee Aprilia SBK
Eugene Laverty e Lorenzo Savadori, attuali piloti del Team Milwaukee Aprilia SBK

Lo stesso Shan Muir ha affermato inoltre, senza troppi giri di parole, di aver bussato alla porta di Suzuki per la prossima stagione, ma la casa di Hamamatsu sembra voglia concentrarsi ufficialmente solo in MotoGP. Eloquente comunque la voglia di cambiar aria che si respira nel box Milwaukee: “anche se ancora non siamo scesi nei particolari con nessuno” -prosegue il patron-BMW nel 2019 avrà un nuovo modello, e non sappiamo quale sarà il loro coinvolgimento nelle corse”

Le dichiarazioni del responsabile corse Aprilia Romano Albesiano non sono certo incoraggianti: “In passato siamo stati vicini a lasciare la Superbike, ma abbiamo sempre trovato il modo di andare avanti. L’ultima volta con il team Milwaukee, che è un nostro cliente speciale con supporto ufficiale. Se troveremo un modo simile per continuare andremo avanti, altrimenti ci fermeremo. La nostra priorità per i prossimi tre anni è il progetto MotoGP”.

Una situazione certamente difficile, dove non sembra ci siano margini di contrattazione. Ci auguriamo si possa trovare un risvolto positivo così da scongiurare l’abbandono di una casa storica e importante come Aprilia, in una griglia tra l’altro composta da soli 19 piloti iscritti in pianta stabile.

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