Regolamento alla mano analizziamo come l’organizzatore ha deciso di livellare le prestazioni del WSBK 2019.

In maniera spesso confusa si è parlato di vantaggi e penalità riguardo i giri motore ammessi alle varie case costruttrici per l’imminente stagione. Sotto la lente di ingrandimento naturalmente Ducati, candidata come anti-Kawasaki con il debutto del nuovo propulsore V4. Esaminando la normativa tecnica è necessario sviscerare il capitolo 2 (Technical Regulations) dove viene affrontata la scottante questione, non senza controversi particolari.

Riassumendo il più possibile, resta di importante rilevanza il paragrafo 2.4.3.1, “Bilanciamento dei vari concetti di moto”, di cui ecco un estratto:
B) “Ogni stagione inizierà con gli stessi limiti di giri della stagione precedente conclusa.”
D) “…ad ogni nuovo mezzo che si presenta con un motore ridisegnato verrà impostato il limite di rotazione iniziale mediante il calcolo seguente.”
E) “Il limite di rotazione iniziale sarà dato dal limite di giri misurato a banco della media di 3° e 4° marcia, più il 3% o 1100 giri al minuto sopra la massima potenza di una moto di produzione, a seconda di quale dei due sia inferiore.”
H) “La Superbike Commission può modificare in qualsiasi momento il sistema di handicap al fine di assicurare una concorrenza leale.”

Si evince che la nuova Panigale V4R, che esce di serie con 15.250 rpm, avrà la possibilità di portare il proprio regime di rotazione a 15.700 rpm circa.
Un dato certamente di rilievo, visto che la Kawasaki 2018 aveva come limite imposto 14.100 rpm, mentre per la ZX-10RR 2019 si attendono le dovute verifiche a seguito del recente aggiornamento al propulsore (che comunque dovrebbe avere un valore allineato a quello dell’anno passato). La BMW, avendo proseguito con la filosofia del 4 in linea, può ripartire da 14950 rpm, 400 in più della Honda e 250 in più della Yamaha.

WorldSBK 2019, rpm iniziali ammessi. (Cap. 2.4.3.3 - pag. 84).
WorldSBK 2019, rpm iniziali ammessi. (Cap. 2.4.3.3 – pag. 84).

Ricordiamo inoltre come l’organizzatore si sia dotato di uno speciale algoritmo atto a livellare le prestazioni secondo i numerosi parametri raccolti nel paragrafo 2.4.3.2. Preoccupante è che non vengono in alcun modo esplicate le modalità con i quali saranno valutati tali dati, né tanto meno riportato lo speciale processo matematico inventato da Scott Smart, direttore tecnico del WSBK.

A gettar ancora più ombre ad un regolamento quantomeno contorto il punto 5 al paragrafo 2.4.3, dove l’organizzatore ribadisce che “si riserva il diritto di aggiornare il bilanciamento dei giri a sua discrezione in caso di squilibrio”. In ogni caso, qualsiasi modifica sarà applicabile al termine di 3 round (sull’asciutto) con incrementi o riduzioni di 250 rpm. 

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