A Phillp Island in occasione della seconda manche Superbike abbiamo assistito ad una procedura di gara “anomala”, corsa rispettando le regole del “flag to flag”. I piloti sono stati costretti al cambio gomme a metà gara per scongiurare qualsiasi rischio di perdita di pressione e possibile esplosione dei pneumatici Pirelli.

I pneumatici della casa milanese sono stati messi in crisi sia dalle particolarità dell’asfalto del circuito australiano sia dall’insufficiente pressione di gonfiaggio del pneumatico stesso. Alcune squadre utilizzano una pressione di 1,4 bar per garantire una maggiore impronta a terra della gomma posteriore rischiando però che il pneumatico si stacchi dal cerchio, uscendo dalla sua sede ideale.

A tal proposito vi mostriamo un estratto dell’ intervista rilasciata da Giorgio Barbier (responsabile Pirelli del reparto racing in pista) alla redazione GPOne.com:

Come interverrete per evitare quanto accaduto in Australia?

Con FIM e Dorna abbiamo concordato che da Aragon partiranno le sanzioni a chi non rispetta le pressioni di gonfiaggio consigliate. Potrebbero essere diverse: a mio parere chi sbaglia dovrebbe ritornare nella pit lane e ripristinare la pressione consigliata; questo vorrebbe dire buttare via la gara, certo, e probabilmente scoraggerebbe dal farlo”.

Avete pensato di introdurre sensori che controllino i giusti valori?

Io li proposi a metà della stagione scorsa, ma la decisione non è stata presa: la problematica principale riguarda i costi da sostenere, e la questione sarà affrontata con Dorna ed i team. Ora non si può fare a meno dei sensori di pressione che verifichino il gonfiaggio gomme. Sceglieremo insieme la soluzione più conveniente dal punto di vista tecnico ed economico”.

Alla luce di quanto successo in Australia, Pirelli che obiettivi ha?

“Per tutti è stata la gara anomala per antonomasia, quel circuito è fuori dai dettami classici del campionato. Dalla Thailandia si riparte con il solito lavoro fatto in tanti anni di corse”.

Pensi che non capiterà mai più quello che abbiamo visto a Phillip Island?

“No, non accadrà

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