A Phillip Island va in scena una delle tappe più equilibrate degli ultimi anni. Ben 3 vincitori diversi nelle gare del weekend. In SSP bella vittoria di Andrea Locatelli.

La prima tappa del campionato SBK 2020 va in scena, anche quest’anno, in Australia. Ma il luogo sembra essere l’unica costante rimasta invariata rispetto alle edizioni precedenti. Se nelle ultime 5/6 stagioni ci eravamo abituati ad un “one man show” (lo scorso anno, in un primo tempo, era stato Bautista a recitare il ruolo del dominatore, sostituito poi a metà stagione da Jonathan Rea) quest’anno sembra proprio che la musica sia diversa. Già le premesse erano buone, non c’è che dire, con il ritorno in forma ufficiale della Honda (che va ad affiancarsi a BMW, Ducati, Yamaha, Kawasaki e…speriamo presto Aprilia), l’acquisto di un talento come Scott Redding (rigenerato dal titolo di campione BSB) ed alcuni cambi di casacca tra i piloti che sembravano azzeccati… ma nessuno si aspettava un round d’apertura così equilibrato e combattuto.

Pronti, partenza, via! Dopo tre curve della prima gara, un contatto tra Tom Skyes (che partiva dalla pole position) e Jonathan Rea costringe il nord irlandese ad un fuori pista che lo relega in ultima posizione. Il Campione del Mondo in carica viene tradito dalla troppa foga nel recuperare posizioni (ne aveva già recuperate 3) e scivola malamente senza più possibilità di ripartire. Nel frattempo, nonostante il ritmo non sia irresistibile (causa paura del consumo precoce delle gomme) la BMW di Tom Skyes viene presto superata dalle Yamaha ufficiali, dalla Ducati di Redding e dalla Kawasaki superstite di Lowes. Tra i 4 è un continuo di sorpassi e staccate come non si vedeva da tempo e sarà proprio l’outsider Toprak Razgatlioglu a passare per primo sotto la bandiera a scacchi. il turco anticipa Lowes, Redding e Van Der Mark, tutti racchiusi in un decimo di secondo. Alle loro spalle le 2 Honda di Haslam e Bautista, con il secondo che recupera parecchie posizioni rispetto al 15° posto in griglia di partenza. I ritmi blandi hanno sicuramente giovato alla moto della casa dell’ala dorata, vista ancora un po’ acerba. Ancora sotto tono, invece, Chaz Davis, dal quale, avendo ora risolto i guai fisici, ci si aspetta qualcosa di più. La prima giornata viene quindi archiviata con la discussione, a distanza (reale o forse un po’ gonfiata??) tra Rea e Skyes sulle responsabilità del contatto in gara.

Superpole Race che parte quindi con l’obbligo per Rea di portare a casa una vittoria, sia per non perdere terreno dalla vetta che per rimarcare “psicologicamente” il proprio dominio. La gara, complice le breve distanza che riduce il fattore “consumo pneumatici” è ancora più combattuta di quella precedente con una volata tra ben 7 piloti. E’ proprio il nord Irlandese a spuntarla con un sorpasso-capolavoro ai danni di Razgatlioglu all’ultima curva veloce prima del traguardo. Terzo Scott Redding, costantemente tra i primi nella gara di debutto.

Jonathan Rea.

La vittoria nella sprint race permette a Rea di partire in pole position di gara 2. Allo start si capisce subito che i ritmi saranno blandi: i 22 giri di gara sono tanti per gli pneumatici Pirelli, messi a dura prova dall’asfalto australiano, così tutti i top rider guidano cercando di risparmiare un po’ di gomma per gli ultimi giri. A circa metà gara in lotta per la prima posizione c’è anche Loris Baz, con la Yamaha indipendente del Team Ten Kate, il quale viene però estromesso dalla lotta per le posizioni di vertice dal compagno di marca Razgatlioglu il quale, incredibilmente, rimane senza benzina a 2 giri e 1/2 dalla fine, con la moto che va a “singhiozzo” in una delle curve più veloci del tracciato. Il francese, che gli era in scia, riesce ad evitarlo passando nella via di fuga con una manovra che, purtroppo, gli costerà la perdita di molti secondi. Al comando, dopo una serie di sorpassi e contro sorpassi, troviamo Alex Lowes (che sembra trovarsi davvero a proprio agio sulla Kawasaki) con circa un secondo di vantaggio su Rea. Il “cannibale” non ci sta ad arrivare dietro al proprio compagno di squadra e, nel giro di poche curve, riduce il gap accumulato, tallonando Lowes da vicino. Quest’ultimo fa ricorso a tutta la propria esperienza per riuscire a tagliare il traguardo per primo, nuovamente in volata, davanti a Rea ed al “costantemente terzo” Scott Redding. Piccoli segni di ripresa si vedono anche da parte di Chaz Davies che chiude al 5° posto e da Alvaro Bautista, 6°, con la Honda HRC. Da segnalare la bella prestazione del rookie cileno Maximilian Scheib che, con il 7° posto di gara 2 (primo dei team indipendenti con Orelac Kawasaki), conclude in bellezza il weekend di debutto nella classe regina.

Alex Lowes sul gradino più alto del podio.
Interpretare i risultati della prima gara di SSP in ottica campionato risulta ancora più complicato da qualche anno a questa parte, visto l’obbligo di un pit-stop per cambiare la gomma posteriore, che a Phillip Island ha sera problemi di durata. Certo è che Andrea Locatelli si è dimostrato sin da subito estremamente veloce sulla sua nuova R6.
Il debuttante italiano della categoria ha dimostrato un invidiabile passo gara, imponendosi con distacco sui sui avversari.
Raffaele De Rosa conferma il buon potenziale della MV Agusta F3 conquistando una
seconda posizione molto positiva, ottenuta in difesa su Jules Cluzel (3°).
Inizio disastroso invece per Randy Krummenacher che dopo una pessima partenza è
caduto alla curva 1 nel tentativo di recuperare le posizioni perse in partenza. La
stagione è dunque subito in salita per il campione del mondo.
I due francesi Perolari e Mahias si sono contesi i posti ai piedi del podio in una bella battaglia che li ha visti poi arrivare sotto la bandiera a scacchi in quest’ordine. Dietro
di loro hanno concluso Soomer e sudafricano Odendaal in sella alla moto preparata d
Ten Kate.
Buona prova per il campione della Supersport300 Manuel Gonzalez che al debutto con le 600 chiude con una positiva ottava posizione. Forse un po’ al di sotto delle aspettative in gara Can Öncü, 11° al traguardo preceduto da Isaac Viñales (10°) e Fuligni (9°).
Per capire il reale impatto della grande novità che è la gomma slick in SSP bisognerà attendere il prossimo Round, dato che il sopra citato pit-stop ha scombussolato i valori in campo.

 

 

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